Fisco: "E' tempo di una riforma complessiva"

Maggio 2019

 

Pubblicato da Askanews.

E' tempo di una riforma complessiva per il sistema fiscale italiano, che "mostra oggi segni di deterioramento tali da renderlo potenzialmente dannoso per il funzionamento stesso dell'economia". Partendo da questa premessa Vincenzo Visco, ex ministro delle Finanze e del Tesoro, uno dei massimi esperti accademici italiani di tasse, presenta in un articolo di prossima pubblicazione su 'Politica Economica', rivista del Mulino, il suo schema di riforma con alcuni capisaldi: finanziare il welfare passando dai contributi sociali a a un prelievo proporzionale sul valore aggiunto;
combattere l'evasione con un sistema di ritenute generalizzato per tutti i redditi, non solo per il lavoro dipendente;
trasformare esplicitamente l'Irpef in un'imposta personale solo sui redditi di lavoro, affiancandola con un'imposta personale progressiva sul patrimonio che dovrebbe sostituire tutti i prelievi oggi esistenti sui redditi da capitale e sul patrimonio.

"I sistemi fiscali di tutti i Paesi - premette Visco - devono oggi affrontare sfide non facili a causa della globalizzazione, della concorrenza fiscale, del cambiamento della tecnologia, della variazione nella distribuzione del reddito, ecc. Ciò è vero in modo particolare per il sistema tributario italiano. Disegnato negli anni '70 del '900 (riforma Cosciani-Visentini), ricostruito nel 1996-97 (riforma Visco), mostra oggi segni di deterioramento tali da renderlo potenzialmente dannoso per il funzionamento stesso dell'economia. Passati 20 anni dalla ultima riforma organica sarebbe necessaria una revisione profonda".

Secondo l'ex ministro "Al fine di evitare o contenere la pratica di interventi specifici, puntuali, e spesso privi di giustificazione logica e/o sistematica, ed espressione di una mera discrezionalità, sarebbe utile integrare l'art. 53 della Costituzione prevedendo, oltre al principio di progressività, anche la uniformità e omogeneità del prelievo". Una parte centrale della riforma riguarda il finanziamento del welfare state. "Poiché negli ultimi 30 anni - sottolinea Visco - i redditi di lavoro hanno visto declinare il loro peso rispetto al Pil di 10-15 punti, è inevitabile che il finanziamento del welfare attraverso i contributi sociali ne risenta. Sarebbe quindi opportuno superare il finanziamento tramite i contributi sociali introducendo un prelievo proporzionale sul valore aggiunto complessivo. In questo modo si avrebbe anche il risultato di una forte riduzione del costo del lavoro e del cuneo fiscale".

Visco sottolinea poi che "l'evasione fiscale di massa rimane uno dei problemi fondamentali del fisco italiano. Oltre all'utilizzo generalizzato delle nuove tecnologie, sarebbe opportuno introdurre un meccanismo di ritenute generalizzato per tutti i redditi e non solo per quelli di lavoro dipendente, e l'uso sistematico dei dati finanziari individuali" . Flat tax? "La teoria economica più accreditata - si legge ancora nel paper di Vincenzo Visco - non fornisce giustificazioni all'ipotesi di imposte "piatte", al contrario sembra richiedere aliquote molto elevate su redditi molto alti. Se l'ipotesi di una unica imposta progressiva su tutti i redditi risultasse difficilmente praticabile, potrebbe essere opportuno trasformare esplicitamente l'Irpef in un'imposta personale solo sui redditi di lavoro, affiancandola con un'imposta personale progressiva sul patrimonio che dovrebbe sostituire tutti i prelievi oggi esistenti sui redditi da capitale e sul patrimonio".

Quanto all'attuale struttura dell'Irpef, "dovrebbe essere modificata in modo da ridurre la pressione eccessiva sui redditi medi derivante dall'"appiattimento" delle aliquote verificatosi negli ultimi 30 anni. Ciò comporterebbe, come si è visto, una riduzione rilevante del gettito della imposta, pari a un punto, un punto e mezzo di Pil, che andrebbe compensata utilizzando parte del recupero dell'evasione fiscale".

Altri interventi sarebbero inoltre necessari per la tassazione delle imprese, gli studi di settore, l'Iva, l'imposta di successione, l'imposta di registro, l'imposizione delle risorse energetiche. "Il complesso di tali misure, se adottate - conclude l'ex ministro - renderebbe il nostro sistema fiscale più coerente, più efficiente, più funzionale ed adatto all' attuale contesto economico, maggiormente in grado di fornire il gettito necessario, e anche più resistente a interventi esterni di manipolazione non razionale".

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