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Gennaio 2010
gangemi franco ha scritto il 20 Gennaio 2010 alle ore 16:30:43
vorrei rivedere su internet le dichiarazioni dei redditi di tutti gli italiani. L'attuale governo di destra si è di corsa apprestato in finanziaria (L.n.133 del 6/8/2009) a sanionare con pene pecuniarie chi dà pubblicità ai dati relativi ai redditi altrui. Ha anche spazzato via la tracciabilità dei compensi dei professionisti.
salvatore ha scritto il 23 Gennaio 2010 alle ore 15:05:21
Mi congratulo con l'analisi effettuata e mi sento di condividere in pieno. Sono un funzionario dell'Agenzia delle Entrate e conoscono bene le difficolta che incontriamo nel oprera quotidianamente con strumenti spuntati e superati, e leggi come lo scudo che ci fanno perdere anche in credibilità. In Serpico, perche non inseriscono pure i dati aggiornati dell'Aci,di Sister,Assicurazioni, e quanti rapporti ha un soggetto con le banche.Su questo ultimo punto, non andare nel merito dei quantitativi dei conto se non in fase di accertamento ma sapere solo se un contribuente ha 1,2,3,4 ... conti correnti è gia una grande informazione. Infine perche non si fa una legge che obbliga i rivenditori di auto di importo superiore a € 50.000,00 a comunicare i dati all'Agenzia delle Entrate. Concludo con salutare il Direttore Romano che quando era alla nostra guida con William Rossi eravamo più incentivati nel lavoro, perchè erano persone come noi in prima linea e conoscevano i nostri bisogni. Vi saluto augurandovi i migliori auguri di buon lavoro.
iraniano ha scritto il 23 Gennaio 2010 alle ore 21:11:59
lo studio di settore è un ottimo strumento a fini statistici per capire la struttura delle PMI e finalmente pare che la sose renderà disponibili i dati, ma come strumento ai fini dell'accertamento rischia effettivamente di essere una minimum tax. Credo che lo strumento più equo sia il redditometro che andrebbe potenziato attraverso nuove banche dati patrimoniali alle quali l'amministrazione finanziaria può avere accesso diretto
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