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La disoccupazione, Bankitalia e il nervosismo del Governo

Gennaio 2010

 

La disoccupazione, Bankitalia e il nervosismo del Governo
Ma il Nens aveva mosso gli stessi rilievi un mese fa
 
 
 
La replica con la quale il ministro del lavoro ha creduto di svalutare i dati sulla disoccupazione riportati dalla Banca d’Italia nel suo Bollettino Economico ha un sapore fastidioso e provocatorio.Tacciare di “scorrettezza” e di inaffidabilità le comunicazioni della Banca d’Italia, infatti, più che mettere in discussione l’autorevolezza dell’Istituto rivela il velleitarismo e la superficialità di chi si sbilancia in simili giudizi. E basta entrare più attentamente nel merito della questione per rendersene conto.
 
Nel suo Bollettino la Banca d’Italia illustra la crisi dell’occupazione spiegando che, oltre al dato statistico formale della disoccupazione – che, come ricorda il ministro, è peggiorato meno della media europea – occorre tener conto di due elementi molto significativi: il fortissimo incremento della cassa integrazione – che all’estero è un istituto pressoché inesistente – e della forte riduzione delle forze lavoro, cioè del numero di coloro che cercano un’occupazione. Si tratta di osservazioni che Nens aveva ampiamente argomentato nel dicembre scorso con l’analisi di Antonio Misiani pubblicata nel nostro sito con il titolo “Il lavoro in tempo di crisi. Perché l’Italia non va meglio dell’Europa”. I dati dicono chiaramento che la crisi occupazionale in Italia va ben oltre l’incremento statistico formale del tasso di disoccupazione. Nell’analisi Nens di dicembre era scritto: “Se – per esempio - nel Sud le forze di lavoro non fossero diminuite, il tasso di disoccupazione sarebbe stato di oltre 4 punti più alto nel Mezzogiorno e di oltre 1 punto nella media nazionale”. E ancora: “Il tasso di disoccupazione “allargato” (stimato includendo gli occupati equivalenti in CIG) è perciò cresciuto (+1,6%) molto di più del tasso di disoccupazione in senso stretto (+0,6%)”. Per poi concludere: “Includendo entrambi questi fattori – la riduzione anomala delle forze di lavoro nel Mezzogiorno e l'impennata degli occupati in CIG – il tasso di disoccupazione in Italia si posiziona intorno al 10%, con un aumento su base annua superiore alla media europea”.
 
I dati riportati nel Bollettino della Banca d’Italia confermano puntualmente le analisi Nens e il grafico riportato nella pubblicazione a pagina 29 mostra un valore superiore al 10% comprendente i disoccupati statisticamente rilevati, i dipendenti in Cig e i soggetti che hanno abbandonato la ricerca di un posto di lavoro.   
 
La reazione del ministro del Lavoro, quindi, non solo risulta del tutto fuori luogo, ma suscita seria preoccupazione perché rivela ancora una volta lo sforzo di nascondere la drammaticità concreta della crisi dietro la deformazione di un’interpretazione distorta dei dati statistici.   

Commenti

francesco mastidoro ha scritto il 16 Gennaio 2010 alle ore 11:20:24

per fare capire come stanno le cose sarebbe bene dare i dati su forze occupate al lavoro, forze occupate in c.i.g. forze lavoro complessive. La differenza dà in modo chiaro quantitò e percentuale di disoccupazione.

elio galiano ha scritto il 16 Gennaio 2010 alle ore 12:31:15

Dal socialismo degenerato nacque il fascismo. Ci sono in giro ex socialisti più fascisti dei fascisti. Cito. e vorrei essere denunciato, Sacconi e Brunetta.

Giovanni ha scritto il 16 Gennaio 2010 alle ore 13:29:44

Sacconi è il solito ministro raccontaballe, non è una novità ma, d'altra parte, come poteva essere diverso dal suo padrone che di balle ne racconta a iosa? Questa è la gente che ci meritiamo. Prodi e Padoa Schioppa che dicevano le cose così come stavano, non andavano bene, erano considerati dei gufi. Vero Bertinotti, Giordano, Diliberto e C. che scendevate in piazza contro il governo stesso dicendo siamo un partito di lotta e di governo?

Filippo Crescentini ha scritto il 16 Gennaio 2010 alle ore 19:02:02

Ho "rilanciato" la vostra comunicazione (come la maggior parte delle precedenti) sul portale "policity.it", che è un sito che si occupa della "politica a Pesaro e provincia". Voi datemi argomenti e io li diffondo. Ciao. Buon lavoro.

GIUSEPPE ha scritto il 17 Gennaio 2010 alle ore 22:30:28

Il fatto è che se davvero non ci dà qualcuno una mano in materia di tagli di tasse (e non come l'ultima cretinata dell'IRPEF) noi penso che non arriveremo con il nostro stipendio, neanche alla seconda settimana del mese. Ecco le parole del Ministro brunetta, quando stamani ha fatto una affermazione da emerito fascista :"Io i ragazzi a 18 anni li caccerei in mezo alla strada ". Mica sa lui che uno come me e chissà quanti altri fa l'operaio dalla mattina alla sera per potersi pagare gli studi universitari! questo lui mica lo sà!

maria di falco ha scritto il 18 Gennaio 2010 alle ore 10:21:15

Alle persone in mala fede e che non hanno a cuore il bene comune del paese danno fastidio le istituzioni serie come la Banca d'Italia ! Mi viene in mente una storia di tanti anni fa in cui furono coinvolti Baffi e Sarcinelli, sempre Banca d'Italia ! Solito attacco alle persone serie ed impegnate ed alle istituzioni che cercano di capire come stanno le cose. Poi non mi piace il livore con il quale un Ministro risponde: se ci sono delle divergenze di analisi e di fonte di dati si può discutere o no ? oppure è vietato discutere ? Non si dovrebbe lavorare per affinare di più i mezzi di analisi dell'economia e gli strumenti di previsione economica ? Questo mi aspetto da una persona che ha la carica di Ministro, non voglio un Ministro livoroso, perchè altrimenti ci vado io al Ministero del alvovoro, che spesso mi arrabbio !!! o no ?

silvano ha scritto il 18 Gennaio 2010 alle ore 11:43:17

Encomiabile il vs. lavoro che seguo con attenzione e interesse, però quello che vorrei sarebbe un'opposizione (un PD, per intenderci) che facesse sue tutte queste osservazioni, le pubblicizzasse e le usasse in chiave politica. Invece nulla, tutto tace. Peggio, continuano a farsi la guerra intestina con il risultato di creare altra disaffezione tra gli elettori. Vorrei ricordare che in Cile, con una presidente uscente all'80% di gradimento, il centrosinistra è riuscito a "regalare" la presidenza agli eredi del criminale Pinochet. E' ormai diffuso a livello mondiale il "virus autodistruzione" della sinistra?

rita ha scritto il 18 Gennaio 2010 alle ore 18:12:53

Dato che il ministro Sacconi ha una parte di torto, vorrei che ci mantenessimo in un ambito di discussione non strumantale, se no non si vede la differenza. E' ovvio che il dato sul tasso di disoccupazione deve essere valutato alla luce del tasso di attività, una diminuzione del tasso di partecipazione camuffa una situazione occupazionale che può essere drammmatica. Non è altrettanto ovvio considerare disoccupati i lavoratori in cig, al contrario questo è un istituto pensato prima e ampliato ora proprio per evitare aumenti della disoccupazione.Propongo quindi una riflessione serena e non un mischia mischia che mina la credibilità delle argomentazioni.

GIOVANNI CATTANEO ha scritto il 25 Gennaio 2010 alle ore 20:48:22

Concordo con chi ha chiesto una tabella che distingua i lavoratori occupati, quelli in CIG, e la forza lavoro complessiva, e le variazioni percentuali nell'ultimo periodo. Vorrei cercare di dare una risposta al Sig. Silvano in merito alla sua percezione di "autodistruzione" all'interno della sinistra. Il fatto è che noi abbiamo troppa ricchezza interiore ma non sappiamo incanalarla su un unico binario. Troppi particolarismi ,troppi primi della classe. Ci vorrebbe più umiltà e solidarietà di gruppo, ma soprattutto più visibilità, non tanto sui media ma nel territorio, nel proprio quartiere o nella propria città.


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