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"Il grande complotto che impoverì gli Usa"

Dicembre 2008

Vincenzo Visco

"Il grande complotto

che impoverì gli Usa"

Recensione del libro “La coscienza di un liberal” di Paul Krugman (ed. Laterza) scritta da Vincenzo Visco per il prossimo numero de “L’Indice” e anticipata oggi dal quotidiano “La Stampa”

Commenti

antonio ha scritto il 06 Dicembre 2008 alle ore 20:25:20

Krugman, può essere considerato il profeta dell'idea di un capitalismo che non esiste (nella realtà). Per contro sono sempre inadeguate e aleatorie, i convincimenti che un giorno, potrà andare meglio, anche grazie ai krugman. Il capitalismo bisogna prenderlo così com'è , e se siè convinti combatterlo politicamente per quel ch'è, come forse è giusto che sia, dovendo, questo sistema economico, in ogni modo, garantire, lo "scambio "diseguale della ricchezza prodotta dal lavoro. In questa materia, purtroppo, sul piano scentifico , tutto ciò, che poteva essere detto di essenziale è stato detto. E non credo che possano avere funzioni storiche, chi spera nelle riforme, quali toccasana della povertà. Il problema rimane politico, solo politico, oltre che economico-sociale dato che solo il lavoro, può pensare in modo dovuto alla tutela del lavoro stesso e alla giusta ricompensa senza squilibri.

britannico ha scritto il 10 Dicembre 2008 alle ore 18:36:25

Nel testo di Visco c'e' un piccolo errore. Ad un certo punto si dice che i Repubblicani avrebbero voluto abolire il "medicaid per gli anziani". In realta' i programmi pubblici di assistenza sanitaria sono due: "medicare" per gli anziani (gestito a livello federale) e "medicaid" per i poveri (gestito a livello statale). Per il resto mi pare che l'analisi di Krugman (per come leggo nella recensione) sia ottimistica circa il meccanismo a pendolo che, ora, dovrebbe ritornare a favore dei piu' poveri ed in genere delle persone meno ricche e potenti. E' possibile invece che il ciclo economico da esaminare sia piu' lungo e non del tutto interno agli USA ed imponga di fare previsioni di cambiamenti strutturali molto piu' radicali e non del tutto dipendenti dalle logiche interne USA. Come mostra, appunto, il fatto che nel libro sia stato ignorato del tutto (lo rileva Visco) lo scandaloso e pericoloso modo di gestire risparmi e debiti tramite carta straccia spacciata per finanza d'avanguardia. In altre epoche, si sarebbero spostate le cannoniere a bloccare i porti dello stato truffatore. Ora, per fortuna, se ne dovrebbe occupare il G20. E' il segnale che qualcosa di profondo dovra' o dovrebbe accadere. Anche perche' l'establishment nazionale statunitense che ha portato al disastro di questi giorni dovrebbe essere anche quello che trova i rimedi. Si tratta di modificare, e di molto, quantita' e qualita' dei consumi dei cittadini di quella nazione. Che avendo rinunciato ad un Welfare di tipo europeo ha puntato tutto su l'indebitamento privato, con le conseguenze che sappiamo. Sapranno inventarsi le soluzioni radicali necessarie?


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