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Giugno 2010
Giorgio Ricordy
franco gangemi ha scritto il 23 Giugno 2010 alle ore 21:53:42
mi chiedo se i dirigenti sindacali e l'italo-canadese Marchionne hanno mai consultato un testo che ci narra degli effetti della turnistica sulla salute psico.fisica delle persone. Mi riferisco ovviamente alla letteratura scientifica.
maria di falco ha scritto il 23 Giugno 2010 alle ore 22:38:43
E' vero che non si puòchiedere ad un'azienda di non pensare al profitto. E' vero che non si può chiedere alla Fiat di cambiare la filosofia del trasporto. E' vero che non si può chiedere alla Fiat di produrre meno auto. E' vero che non si può chiedere che un'azienda sola cambi le regole del gioco o che si faccia carico di disagi sociali. Tutte queste cose sono vere, ma mi viene da pensare a quanto sarebbe stato diverso se la Fiat in occasione di questo grosso investimento a Pomigliano avesse parlato di innovazione e ad esempio di rilancio della produzione di macchine elettriche, di piani di trasporto integrato, di risanamento del territorio ammalorato dagli scarichi tossici degli impianti industriali, di sitema integrato (con la produzione)di riutilizzo e riciclo delle macchine rottamate e dei loro preziosi componenti, di coinvolgimento delle istituzioni regionali (penso ai vertici delle Asl) nell'impegno e nella trasparenza della gestione dei certificati di malattia. Poi mi fermo a riflettere e....mi dico ma tutto questo lo deve fare lo Stato, non posso pretenderlo da un'azienda (che pure è una parte importante della società): ad ognuno il suo ruolo ! E per questo ancora più cocente è il paragone con la Polonia che ha fatto Marchionne e con gli operai polacchi. La situazione di degrado dell'Italia brucia in modo doloroso! Chi può fare e portare avanti visioni generali e coinvolgenti ? Chi/cosa può fare da collante per ricucire un tessuto sociale lacerato e slabbrato? Forse l'unica notizia positiva in tutto questo è l'iniziativa del vescovo che tempo fa scrisse a Marchionne e alla quale Marchionne ha risposto!
giovanni speranza ha scritto il 24 Giugno 2010 alle ore 11:23:19
Il sistema dei partiti, il Governo e le Istituzioni,l'impresa Fiat, la Confindustria, i lavoratori, diretti ed indiretti, le loro famiglie,i sindacati. Tutti soggetti, con diverse responsabilità e ruoli, di una vicenda che peserà sul futuro del Paese (e non solo delle relazioni sindacali o della produzione e del lavoro a Pomigliano) non per quello che il ministro del lavoro ha solertemente evocato ma perchè da quel voto si è aperta (o ri-aperta) la necesità di trovare intese non tra chi ci stà ma tra tutti i soggetti per rispondere alle domande poste dal No ed anche a buona parte dei Si. Il lavoro è anche quello di Camorra (per tanti di quelli che vigirani attorno o ne sono tentati) ma va contro la civiltà, l'onestà, la democrazia: ma per tanti è lavoro. Allora accettare il lavoro a condizioni che nulla hanno con la regolazione delle relazioni prestazione/remunerazione del lavoro, pregiudiucando invece la dignità ed i progetti di una vita delle persone i cui i diritti non siano meno importanti e rispettati dei doveri e dove produrre e amministrare, sia fatto per il benessere o per dare un senso positivo alla vita delle persone, dei giovani per primi. Se questo è il tema , tutti hanno da fare una riflessione e lavorare seriamente per riuscirsi, invece d'imporre un vulnus, che propio perchè imposto cercherà sempre il riscatto.
Ettore Combattente ha scritto il 24 Giugno 2010 alle ore 15:29:19
Sono d’accordo sul concetto di “riscatto” mentre, invece si ha un’estensione del concetto di “resistenza” anche al sindacato , come erroneamente praticato dalla FIOM .Ma qualcuno mi sa dire chi viene in aiuto ad una sinistra resistente che nasconde la testa nella sabbia di fronte a straordinari cambiamenti del mondo? Con l’entrata in campo di milioni e milioni di uomini che attraverso la modernizzazione e lo sviluppo in un economia globale conquistano condizioni di vita civili e diritti. Cina, India, Brasile ed altri. Un sindacato che non avverte questo dato di un’unificazione economica del mondo come possibile unità sindacale a livello mondiale non sarebbe degno di rappresentare i lavoratori, la cultura e la tradizione internazionalista del mondo del lavoro “avanzato”..Nel caso di Pomigliano le Confederazioni, e la CGIL impegnatasi per il sì, non hanno sottovalutato questo fatto in quanto sapevano che il cosiddetto “ricatto” non era della FIAT ma era nei fatti e non si poteva rinunciare ad un investimento in Campania al fine di assicurare una prospettiva di sviluppo e d'inserimento del Mezzogiorno sulla scena globale. Piuttosto ritengo che le Confederazioni, e la CGIL, hanno inteso in modo eccessivo l’autonomia della categoria dei metalmeccanici; non si trattava di un contratto, ma di un patto tra produttori in difesa di un territorio, verso un nuovo compromesso sociale, e spettava alle Confederazioni trattare. Dare il consenso al piano di rilancio non è il venir meno dei diritti, un’illegalità “anticostituzionale”; i diiritti non si sommano, ma si destrutturano e si ristrutturano per corrispondere meglio ai cambiamenti e alla tutela dei lavoratori in forme nuove. Non resistere, ma proporre nuovi assetti dei diritti, includere chi è escluso ( non è possibile che la flessibilità del lavoro moderno sia tutto a carico di chi è privo di elementari diritti, precari e immigrati) gestire i problemi di nuova solidarietà, cooperare con le altre componenti sociali al fine di isolare le forze della speculazione finanziaria. Così le regole della contrattazione possono cambiare e dare un risultato diverso a favore e meglio del salario in dipendenza dalla produttività . La storia sindacale non finisce a Pomigliano. Anzi è iniziata con Shanghai e con tutte le città affamate del mondo che vedono la possibilità di perdere la fame e di conquistare l’appetito. Ettore Combattente Napoli
stefano ha scritto il 24 Giugno 2010 alle ore 19:57:21
La Panda , cavallo di battaglia della Fiat, prodotta ottimamente in Polonia, con buona redditività e volumi, viene indirizzata a uno stabilimento pieno di problemi come Pomigliano. Mi sembra un -non senso - . Perché non ci portano la Y da Termini I. e magari ci aggiungono qualcosa di nuovo ? Parrebbe più logico.
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