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Cinque ragioni per non indebolire il contrasto all'elusione fiscale

Giugno 2009

Cinque ragioni per non indebolire

il contrasto all'elusione fiscale


Commenti

Luciotti Luciana ha scritto il 22 Giugno 2009 alle ore 17:36:46

Mi permetto di aggiungere che, a ben guardare, esiste anche un'altra ragione, la sesta, altrettanto valida, a mio parere, per non indebolire il contrasto all'elusione fiscale: il risvolto etico che produce un comportamento elusivo, con un notevole impatto negativo sull'economia reale. Parlare di etica è sempre difficile, anche se, a mio avviso, in questo periodo storico se ne avverte sempre di più la necessità. Nessun sistema o struttura sociale può risolvere, a priori e in assoluto, il problema della crisi finanziaria o della povertà delle famiglie senza riprendere quelle abitudini e virtù di laboriosità, onestà, competenza, fedeltà alle promesse, che si acquistano essenzialmente nel processo educativo, dando vita ad una autentica "cultura del lavoro". E' vero: tutti siamo responsabili di tutti !! E, allora, è facile comprendere che la disoccupazione (che in Europa sta tornando a due cifre), la povertà, lo sviluppo, l'ecologia, la solidarietà, sono problemi etici, prima che tecnici. La loro soluzione non si trova soltanto in un miglioramento strutturale, ma deve basarsi su un cambiamento etico e, cioè, sulla predisposizione a cambiare abitudini mentali e vitali, che solo in un secondo tempo incideranno sulle istituzioni. Prima di pensare ad una norma generale (come quella presente nell'ordinamento tedesco, fin dai tempi della Repubblica di Weimar), che faccia da deterrente a tutte le possibili fattispecie elusive che i contribuenti possono inventare e realizzare, prima di fronteggiare l'elusione con previsioni ad hoc "inseguendo" i contribuenti sempre più fantasiosi, che, di volta in volta, creano nuove norme elusive non ancora impedite da norme che le prevedono (le cosiddette "norme speciali"), bisognerebbe educare i contribuenti e stabilire, con criteri certi e obiettivi, ma anche rivedibili volta per volta, il labile confine tra il concetto di elusione e il legittimo risparmio d'imposta. Questo il punto da cui iniziare o continueremo a vedere l'effetto etico, in questo caso negativo, legato all'elusione fiscale e, cioè, il conseguimento di un risparmio fiscale, altrimenti indebito, il quale si rifletterà sulle minori risorse per la collettività (soprattutto quelle per la Sanità, il Welfare, l'Istruzione), con la riduzione delle entrate dello Stato, su una vanificazione della redistribuzione del reddito, ecc...ecc... E non solo, ma tutto ciò, come già detto nell'articolo, andrà a gravare maggiormente sui contribuenti meno abbienti e più indifesi. Infine, alla luce di una considerazione ideale, dal punto di vista etico, mi piace ricordare che l'uomo è persona, non solo homo faber o oeconomicus, e il vero sviluppo è il passaggio da condizioni meno umane a condizioni più umane, come l'ascesa dalla miseria verso il possesso del necessario, l'acquisizione della cultura, l'accresciuta considerazione della dignità degli altri. Non c'è, quindi, antinomia fra "essere" e "avere", ma bisogna stare in guardia contro un "avere" che ostacoli l' "essere" proprio o altrui. In definitiva, se ci fosse incompatibilità è preferibile "avere" di meno che "essere" di meno.


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